Nell'afa dell'estate romana, la vita di Ilaria è sconvolta dall'arrivo inaspettato di un giovane etiope che si presenta alla sua porta, affermando di essere suo nipote. Il ragazzo sostiene di essere il frutto della relazione tra suo padre, Attilio Profeti, e una donna etiope durante l'occupazione italiana in Abissinia. Quello che inizialmente sembra un equivoco si rivela essere una scomoda verità, portando Ilaria a esplorare i segreti taciuti del padre e a confrontarsi con una parte dolorosa e a lungo rimossa della storia italiana. Il romanzo dipana una saga familiare che attraversa tre generazioni, intrecciando le vicende personali dei personaggi con la grande Storia d'Italia: dal periodo coloniale fascista in Etiopia (1936-1941) alle bugie del dopoguerra, fino all'Italia contemporanea delle migrazioni. "Sangue giusto" è una profonda indagine sull'amnesia collettiva di una nazione riguardo al proprio passato coloniale e sul peso del non detto. Attraverso il tentativo di Ilaria di ricostruire un mosaico familiare complesso, l'autrice solleva interrogativi cruciali sulla memoria, l'identità, la capacità di comprendere e perdonare le persone che amiamo, e il modo in cui il passato, per quanto scomodo, influenza chi siamo oggi e la nostra percezione della realtà. È un'opera che invita a riflettere sul significato della verità storica e sui suoi impatti generazionali.
Critical Reception
""Sangue giusto" è un'opera di vasta risonanza, acclamata per la sua profonda analisi storica e l'intensa esplorazione dei complessi legami familiari e nazionali, affermandosi come una voce essenziale nel panorama letterario contemporaneo italiano."