In "L'Italia del Settecento", Indro Montanelli e Mario Cervi offrono una ricostruzione magistrale di un "secolo breve" che, pur durando ottantanove anni, ridefinì il destino d'Europa e, in particolare, dell'Italia. Il volume si apre con la morte di Carlo II e il fallimento del suo ambizioso progetto unitario, per chiudersi con l'esecuzione dei sovrani di Francia, segnando la fine dell'ancien régime. Questo periodo fu un crogiolo di spinte contraddittorie: le istanze riformatrici si scontravano con antichi privilegi, le guerre dinastiche insanguinavano il continente mentre gli Stati nazionali prendevano forma, e le conquiste illuministiche non impedivano orrori insensati. L'Italia, ancora assopita e mero "terreno di conquista", subisce il passaggio all'Austria con i trattati di Utrecht e Rastadt, sprofondando in una decadenza che paradossalmente pone le basi per un futuro risveglio. Attraverso le vite di giganti come Voltaire, Rousseau, Federico di Prussia, Maria Teresa d'Austria, Parini, Alfieri, Goldoni e Casanova, Montanelli e Cervi dipingono un quadro vivido e appassionante di un'epoca di fermento e trasformazione, culminando nella premonizione di Goethe: non la fine del mondo, ma la fine di un mondo.
Critical Reception
"Questo volume è celebrato per la sua lucidità analitica e la capacità di rendere accessibile e coinvolgente una delle epoche più complesse e significative della storia europea e italiana."