Alfonso Nitti, giovane e ambizioso impiegato di banca di modeste origini, arriva a Trieste dalla campagna con sogni di ascesa sociale e intellettuale. Intellettuale sensibile ma intrinsecamente inetto, si scontra con la dura realtà della società borghese triestina e le sue convenzioni. La sua vita prende una svolta quando entra in relazione con Annetta Maller, figlia del suo principale, un'occasione d'oro per migliorare la sua posizione. Tuttavia, la sua cronica indecisione, l'incapacità di agire e una profonda alienazione interiore lo portano a rifuggire dalle responsabilità e a sabotare ogni opportunità. Il romanzo è un'intensa analisi psicologica del fallimento esistenziale e dell'inettitudine, temi cari a Svevo, culminando in un tragico epilogo che sigilla il destino dell'anti-eroe. È un ritratto amaro della condizione umana, intrisa di una sottile ironia e di una penetrante autoanalisi.
Critical Reception
"Sebbene inizialmente ignorato e non compreso, 'Una vita' è oggi riconosciuto come un fondamentale studio psicologico sull'inettitudine e l'alienazione dell'individuo moderno, anticipatore delle grandi opere di Italo Svevo."