Vita standard di un venditore provvisorio di collant" trascina il lettore nella complessa quotidianità e nella psiche tormentata di Angelo Bazarov, un giovane intellettuale brillante ma senza risorse che, per sbarcare il lunario, si trova a vendere collant porta a porta. L'opera si configura come un ritratto acuto e impietoso della provincia italiana degli anni '80, delle sue ipocrisie e delle sue piccole tragedie, filtrato attraverso gli occhi disincantati, ironici e spesso ferocemente critici del protagonista. Tra incontri grotteschi con una galleria di personaggi memorabili, dialoghi surreali e riflessioni profonde sulla condizione umana, Angelo cerca disperatamente di dare un senso alla sua esistenza precaria, ai suoi desideri inconfessabili e al suo posto in un mondo che sembra non riconoscerlo. La "standard" vita del titolo è in realtà un percorso tortuoso di scoperta di sé e di denuncia sociale, dove la ricerca di una nuova moralità linguistica, cifra stilistica inconfondibile di Busi, si fonde con le atmosfere del "giallo" – inteso non come mistero criminale tradizionale, ma come indagine esistenziale sulla verità e sull'identità. Il romanzo è un'esplorazione audace della sessualità, dell'alienazione e della resistenza individuale di fronte al conformismo, il tutto veicolato da una prosa ricchissima, barocca e virtuosistica che sfida, seduce e a volte scandalizza il lettore, ingaggiandolo in una vera e propria "sfida all'ultima parola".
Critical Reception
"Un'opera che ha cementato la reputazione di Aldo Busi come uno degli autori più originali e provocatori della letteratura italiana contemporanea, capace di coniugare virtuosismo linguistico e una tagliente analisi sociale."