Cherudek" trasporta il lettore in un vortice temporale tra due epoche distinte. Nel 1360, l'Inquisitore Nicolas Eymerich è richiamato dalla sua sede papale di Avignone per investigare su eventi orrifici e inspiegabili nel Quercy, tra cui Rocamadour, intraprendendo un viaggio nell'Occitania centrale. Parallelamente, in un'epoca contemporanea designata come "Tempo Zero", una bizzarra congrega di personaggi si trova in una remota cittadina friulana, il cui tessuto urbano si sviluppa attorno a una chiesa contenente le reliquie di "San Mauvais" – un'allusione spettrale allo stesso Eymerich divenuto un'icona di terrore sacro. Qui, un ispettore afflitto da stigmate, Dentice, si scontra con l'ostruzionismo locale; una giovane donna, Roberta Hu, è perseguitata da apparizioni terrificanti; e tre gesuiti indagano sulla sparizione di un confratello. Le ferite di Dentice e le visioni di Roberta sono intricate in una complessa rete di corrispondenze che collega la realtà a un altro piano esistenziale, il Cherudek. In questo mondo alternativo, gli inquisitori, incluso Eymerich, perpetrano interrogatori con una brutalità che ha scolpito l'immagine dell'Inquisizione, sebbene non sempre fedele alla sua pratica storica. "Cherudek" è un'opera epocale, la più lunga e tra le più riuscite della serie di Eymerich, che immerge la sua azione nei più oscuri incubi dell'intera umanità.
Critical Reception
"Considerato il romanzo più esteso e uno dei più compiuti della saga di Nicolas Eymerich, "Cherudek" è un'opera di fantastico autentica che si addentra con maestria nei meandri più oscuri dell'animo umano."