Roberto Longhi, nella sua celebre opera "Breve ma veridica storia della pittura italiana", concretizza la sua visione di ricondurre la critica d'arte nel cuore dell'attività letteraria. Il testo trae origine da un ciclo di lezioni tenute nel 1914 per gli studenti dei licei Tasso e Visconti di Roma, e fu redatto in appena due settimane come manuale preparatorio per l'esame di maturità. Nonostante la sua genesi giovanile, il volume rivela già la statura del maestro della critica d'arte del Novecento, presentando un percorso che dai mosaici cristiani si estende fino a Cézanne. Longhi non si limita a un'esposizione didattica, ma infonde in ogni analisi la profondità e la vivacità che contraddistinguono il suo stile. Ancora oggi, l'opera è un compendio di storia dell'arte di fondamentale importanza, preziosa non solo per la sua impostazione didattica e le numerose illustrazioni, ma anche come porta d'accesso al pensiero di uno dei più influenti critici del secolo scorso.
Critical Reception
"Riconosciuta come un caposaldo irrinunciabile della storiografia artistica italiana, quest'opera giovanile di Roberto Longhi ha plasmato intere generazioni di critici e appassionati, rivelando precocemente la statura di un maestro capace di elevare la critica a vera e propria forma d'arte."