“Padrini e padroni” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un'analisi impietosa della pervasiva infiltrazione criminale nella società italiana, tracciando una linea temporale che dal tragico terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 giunge ai giorni nostri. Già allora, la gestione dei fondi per la ricostruzione fu macchiata dalla presenza di boss, trasformando la tragedia in opportunità di arricchimento illecito. Questo schema si è tragicamente ripetuto nei decenni successivi, dall'Aquila nel 2009 all'Emilia nel 2012, dove la mafia ha preceduto persino i soccorsi.
Il libro denuncia come la corruzione e l'infiltrazione criminale, in particolare della 'ndrangheta, siano parte integrante di una strategia di reciproca legittimazione con i poteri forti, occulti e non, dalla politica locale ai massimi livelli. Le collusioni sono documentate fin dal 1869, con episodi che hanno segnato l'intera penisola. Lo scambio continuo di favori e il ricatto reciproco gravano sulla cosa pubblica, impattando settori vitali come le opere pubbliche, la sanità e persino lo sport, con il calcio usato per riciclaggio e scommesse illecite.
Gratteri e Nicaso evidenziano un'allarmante assuefazione dell'opinione pubblica al degrado e all'incompiutezza, trasformata in risorsa per clan e cricche. Viene sollevato un quesito cruciale: perché la lotta alla corruzione e alla criminalità economica non è mai stata una priorità governativa? Questo libro è una denuncia forte e coraggiosa, che svela una verità amara e scomoda, senza sconti per nessuno, invitando a una profonda riflessione sulla salute morale dell'Italia.
Critical Reception
"Un'inchiesta coraggiosa e spietata che svela le radici profonde e le continue ramificazioni della corruzione e della criminalità organizzata nel tessuto politico ed economico italiano, scuotendo le coscienze con una verità scomoda."