“Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo” di Renzo De Felice è un'opera storiografica fondamentale che affronta con rigore critico un capitolo doloroso e complesso della storia italiana. L'autore smonta la tendenza, persistente in alcune interpretazioni, a minimizzare le responsabilità dirette del regime fascista nel destino degli ebrei italiani, evidenziando come la politica antiebraica non fu mera imposizione nazista, ma ebbe radici e sviluppi propri nel contesto italiano. De Felice traccia meticolosamente l'evoluzione dell'antisemitismo in Italia, sottolineando l'assenza di una radicata tradizione razzista diffusa tra la popolazione, ma ponendo l'accento sull'influenza storica dell'antisemitismo di matrice cattolica. Il libro analizza dettagliatamente come le relazioni politiche italo-tedesche post-1933 abbiano plasmato le decisioni di Mussolini riguardo agli ebrei italiani e al sionismo. Vengono esplorate le pressioni esercitate dall'entourage antisemita del Duce, le implicazioni della Campagna d'Etiopia e il mito fascista di una “nuova civiltà” come fattori determinanti. L'opera rileva inoltre la scarsa adesione e il limitato supporto della popolazione italiana alle draconiane politiche razziali. Un capitolo cruciale è dedicato al periodo dell'Olocausto, con la partecipazione della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945) alle deportazioni e ai massacri nazisti, e le iniziative della Chiesa italiana e del Vaticano per salvare gli ebrei. Un'esaustiva appendice documentaria arricchisce ulteriormente questa analisi imprescindibile.
Critical Reception
"Considerato un'opera spartiacque, questo volume di Renzo De Felice ha ridefinito la comprensione dell'antisemitismo e del ruolo del fascismo nella persecuzione degli ebrei italiani, rimanendo un punto di riferimento ineludibile per la storiografia."