Renzo De Felice (1929-1996) è stato uno dei più influenti e controversi storici italiani del Novecento. Professore di storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma, è noto principalmente per la sua monumentale biografia di Benito Mussolini, un'opera in più volumi che ha segnato un'epoca negli studi sul fascismo. La sua metodologia, basata su un'imponente ricerca archivistica e un approccio che cercava di comprendere il fenomeno fascista dall'interno, ha generato dibattiti accesi, polarizzando la critica tra chi lo accusava di revisionismo e chi lo elogiava per la sua originalità e completezza. De Felice ha contribuito in modo significativo a demitizzare alcune narrazioni preesistenti sul fascismo, esplorandone le radici sociali e politiche e le diverse fasi. La sua ricerca non si limitò solo a Mussolini, ma abbracciò anche altri aspetti della storia italiana del Novecento, come il Partito d'Azione e gli ebrei sotto il fascismo.
«La storia, in quanto scienza, non ha il compito di giudicare, ma di capire.»
«Non si può capire il fascismo se non lo si libera dalla stratificazione ideologica che si è depositata su di esso.»
«Il consenso al fascismo, almeno in certe fasi, fu un fatto reale e non solo imposto.»
Il suo stile di scrittura è caratterizzato da un rigore storiografico meticoloso e da una prosa chiara, sebbene a tratti densa, che riflette la complessità della ricerca archivistica. Prediligeva un approccio "documentario", lasciando che fossero le fonti a parlare, pur non rinunciando a un'analisi critica e interpretativa. La sua narrazione è dettagliata, analitica e cerca di mantenere un distacco emotivo, mirando all'oggettività storica. Evita giudizi morali espliciti, concentrandosi sull'esposizione dei fatti e delle motivazioni.