Antonio Manzini, nato a Roma nel 1964, è un autore poliedrico con una carriera che spazia dalla scrittura alla recitazione e alla regia. È principalmente conosciuto per aver creato il personaggio del vicequestore Rocco Schiavone, protagonista di una fortunata serie di romanzi e racconti, iniziata nel 2013 con “Pista nera”. Prima di dedicarsi con maggiore intensità alla letteratura, Manzini ha avuto un'importante esperienza nel cinema e nella televisione, sia come attore che come sceneggiatore e regista, affinando la sua capacità di costruzione di trame e personaggi complessi. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue e la serie di Rocco Schiavone è diventata anche una popolare produzione televisiva, consolidando la sua reputazione come uno dei maestri del giallo italiano contemporaneo. La sua scrittura è caratterizzata da un umorismo nero e una profonda analisi psicologica.
«Il problema di Schiavone, pensò, era che non sapeva essere indifferente. Gli toccava in sorte sempre il compito di partecipare.»
«La solitudine, in fondo, era soltanto un modo di guardarsi dentro senza essere disturbati.»
«Essere un uomo di legge non significava essere un uomo giusto. Spesso le due cose erano antitetiche.»
Lo stile di scrittura di Manzini è diretto, incisivo e spesso intriso di un cinismo tagliente e di umorismo nero. Utilizza un linguaggio colloquiale ma ricercato, arricchito da espressioni tipiche della romanità, che conferiscono autenticità e vivacità ai dialoghi. La narrazione è caratterizzata da un ritmo serrato, capace di tenere il lettore incollato alla pagina, alternando momenti di tensione investigativa a profonde e amare riflessioni sulla condizione umana e sulla società. La sua attenzione ai dettagli psicologici dei personaggi è meticolosa, rendendo anche i comprimari figure memorabili e ben delineate.