Giorgio Bassani (Bologna, 1916 – Roma, 2000) è stato uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento. Di origine ebraica, trascorse l'infanzia e la giovinezza a Ferrara, città che divenne l'ambientazione centrale di gran parte della sua opera letteraria. Dopo la laurea in Lettere all'Università di Bologna, insegnò storia dell'arte e letteratura, dedicandosi parallelamente alla scrittura. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu attivo nella Resistenza antifascista e fu imprigionato per le sue attività politiche. Questa esperienza, insieme alla persecuzione razziale subita a causa delle leggi fasciste, segnò profondamente la sua visione del mondo e la sua produzione artistica. La sua opera più celebre è "Il giardino dei Finzi-Contini" (1962), che gli valse il Premio Viareggio e lo rese famoso a livello internazionale. Bassani è stato anche un importante intellettuale pubblico, direttore editoriale per Feltrinelli e presidente di Italia Nostra, impegnato nella tutela del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. La sua intera produzione narrativa è stata raccolta nel ciclo "Il romanzo di Ferrara", un affresco indimenticabile della vita ebraica e borghese nella Ferrara del primo Novecento, tra splendore e declino, con l'incombente ombra della tragedia storica.
«Le cose non tornano mai. Solo qualche volta, col passare del tempo, ci sembra che tornino. Ma non è vero. E tanto meglio, forse. Tornassero, sarebbe ancora più difficile, in fondo, vivere.»
«Eravamo tutti lì, i vivi e i morti, tutti insieme. Che pace, che silenzio, che profonda rassegnazione. Non c'era più nessuno, adesso, a volerci male.»
«Perché non ti decidi, finalmente, a essere un uomo come tutti gli altri? E cioè, a rinunciare a vivere come ti pare a te, e a metterti invece a fare come tutti gli altri?»
Lo stile di Bassani è caratterizzato da una prosa elegante, misurata e di grande lirismo, intrisa di una sottile malinconia e nostalgia. Utilizza un linguaggio preciso e curato, con descrizioni dettagliate che evocano atmosfere e paesaggi, in particolare quelli della Ferrara ebraica. La sua narrazione è spesso retrospettiva, con un narratore che rievoca eventi passati, filtrandoli attraverso la memoria e la riflessione. La dimensione psicologica dei personaggi è approfondita con delicatezza e introspezione, rivelando le loro fragilità e i loro conflitti interiori. Bassani è maestro nel suggerire più che nell'affermare, lasciando spesso al lettore il compito di cogliere le sfumature e le implicazioni morali delle vicende narrate.