Marco Vichi, nato a Firenze nel 1957, è uno scrittore italiano di romanzi, racconti e sceneggiature. Ha raggiunto la notorietà soprattutto grazie alla serie di romanzi con protagonista il commissario Bordelli, ambientata nella Firenze degli anni Sessanta. Le sue opere sono apprezzate per la meticolosa ricostruzione storica, la profondità psicologica dei personaggi e le atmosfere evocative della Toscana. Vichi esplora temi come la giustizia, la memoria, la solitudine e la complessità umana, spesso con una venatura malinconica ma sempre con grande sensibilità. Oltre ai gialli, ha pubblicato romanzi che si discostano dal genere, dimostrando una notevole versatilità narrativa. La sua scrittura è caratterizzata da una prosa limpida e ricca, capace di indagare l'animo umano e le dinamiche sociali con lucidità e partecipazione.
«La giustizia è una cosa complicata, spesso non ha nulla a che fare con la verità.»
«Non si può cambiare il mondo, ma si può provare a renderlo un po' meno brutto per chi ci sta intorno.»
«Il passato è un ospite ingombrante che non se ne va mai del tutto.»
Lo stile di scrittura di Marco Vichi è caratterizzato da una prosa elegante e descrittiva, spesso intrisa di malinconia e riflessioni esistenziali. Combina elementi del giallo classico con una profonda indagine psicologica dei personaggi e un'attenta ricostruzione storica. L'autore utilizza un linguaggio evocativo e atmosferico, capace di immergere il lettore nella Firenze degli anni '60, con dialoghi realistici e un ritmo narrativo misurato che alterna suspense a momenti di introspezione. La sua capacità di unire il genere poliziesco con una dimensione più letteraria lo rende un autore apprezzato da un vasto pubblico.