Augusto De Angelis (1888-1944) è stato uno scrittore e giornalista italiano, considerato uno dei pionieri del giallo italiano. Nato a Milano, ha introdotto nel panorama letterario nazionale il genere del romanzo poliziesco 'all'inglese', caratterizzato da trame razionali e indagini logiche. Il suo personaggio più celebre è il Commissario Carlo De Vincenzi, un investigatore colto e psicologicamente acuto, protagonista di numerosi romanzi ambientati in una Milano borghese e misteriosa. Le sue opere, molto popolari negli anni '30, furono però invise al regime fascista, che le considerava un genere 'straniero' e probabilmente ne mal tollerava le sottili critiche sociali. Questo portò al divieto di pubblicazione, costringendolo a un forzato silenzio letterario. La sua morte nel 1944, durante gli anni convulsi della guerra, è avvolta nel mistero. Le sue opere sono state riscoperte e rivalutate solo a partire dagli anni '60, consolidando il suo status di classico della letteratura poliziesca italiana.
«La verità è spesso una faccenda scomoda, Commissario.»
«Ogni uomo è un mistero, e il cuore umano un abisso.»
«La logica è una luce fioca, ma l'unica che abbiamo nell'oscurità del crimine.»
Lo stile di scrittura di De Angelis è caratterizzato da una prosa elegante e precisa, focalizzata sull'indagine psicologica dei personaggi, sia vittime che carnefici. Le sue trame sono intricate e meticolose, basate sulla deduzione logica e sull'osservazione attenta della società milanese dell'epoca. Non si limita al puro enigma, ma scava nelle motivazioni umane e nelle implicazioni sociali del crimine, offrendo un quadro realistico e spesso critico dell'ambiente borghese e delle sue ipocrisie. L'atmosfera è spesso cupa e ricca di suspense, mantenendo il lettore avvinto fino all'ultima pagina.