Ambientato nell'immaginaria nazione sudamericana del Maradagàl, reduce da una guerra vittoriosa contro il confinante Parapàgal, il romanzo segue le tormentate vicende di Gonzalo Pirobutirro d'Eltino. Ingeregnere decaduto e intellettuale incompreso, Gonzalo vive in una villa isolata con la vecchia madre, in un rapporto di amore-odio morboso e soffocante. Afflitto da un profondo malessere esistenziale, che si manifesta in scatti d'ira, nevrosi e una feroce misantropia, Gonzalo nutre ambizioni letterarie che non riesce a realizzare, stretto tra le incombenze della vita quotidiana e l'assillante presenza materna. Il suo disagio si estende al mondo circostante, percepito come corrotto e volgare. Il rifiuto della protezione offerta da una milizia locale presagisce l'imminente tragedia. Al ritorno da un viaggio di lavoro, Gonzalo scoprirà che la madre è stata brutalmente assassinata, lasciando irrisolta la “cognizione del dolore” che pervade l'intera opera.
Critical Reception
"Considerato un capolavoro della letteratura italiana del Novecento, "La cognizione del dolore" è una discesa vertiginosa nella psiche umana, celebrato per la sua prosa barocca e plurilinguistica e per l'indagine profonda del malessere esistenziale."