Carlo Emilio Gadda (1893-1973) è stato uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento, ingegnere di formazione e autore di un'opera complessa e innovativa. Nato a Milano, si laureò in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Milano, professione che esercitò per diversi anni in Italia e all'estero, anche durante la Prima Guerra Mondiale, esperienza che lo segnò profondamente. La sua formazione scientifica influenzò profondamente la sua scrittura, caratterizzata da una rigorosa analisi della realtà e da una tendenza alla scomposizione e alla ricomposizione dei fatti. Gadda iniziò la sua carriera letteraria relativamente tardi, pubblicando i primi racconti negli anni '20 e '30. La sua opera più celebre, 'Quer pasticciaccio brutto de via Merulana' (1957), è un capolavoro del giallo e della critica sociale. Autore solitario e tormentato, Gadda esplorò la disintegrazione del mondo borghese e l'irriducibile complessità del reale attraverso un linguaggio polifonico e sperimentale, guadagnandosi il soprannome di 'ingegnere delle lettere'.
«Se in Italia il furto non fosse una istituzione, gli italiani non sarebbero un popolo.»
«Perché l'uomo è come il tempo, quando pare stabile, si prepara al peggio.»
«Voi sapete com'è fatta la donna: quel che non le piace non lo vuol capire, o se lo capisce, lo ricapitola alla rovescia, in modo che non le dispiaccia più.»
Lo stile di Gadda è noto come 'pastiche', un mélange polifonico e plurilinguistico che combina italiano letterario, dialetti (soprattutto romanesco e milanese), termini tecnici, gerghi, espressioni auliche e colloquialismi. La sua scrittura è barocca, frammentata, digressiva e anti-narrativa, ricca di neologismi, metafore ardite e sintassi contorte. Mira a rappresentare la caoticità e l'irriducibilità della realtà, sfidando le convenzioni narrative tradizionali attraverso un approccio che riflette la sua formazione scientifica nell'analisi e nella scomposizione.