“Saggio su Pan” di James Hillman invita a un viaggio penetrante nel cuore della cultura moderna e nelle sue radici profonde, interrogandosi sull'identità di Pan e degli dèi greci. L'opera svela come il desiderio di un 'ritorno alla Grecia' abbia plasmato il pensiero occidentale, da Hölderlin a Nietzsche, spingendoci a riscoprire le motivazioni storiche e filosofiche di questa fascinazione. Hillman argomenta che l'erosione del modello monocentrico giudeo-cristiano ha aperto la strada a una visione policentrica, dove gli antichi dèi continuano a vivere e agire dentro di noi, fornendo nuclei essenziali per la nostra psiche. Appoggiandosi e al contempo radicalizzando le tesi di Jung, Hillman esplora come l'immagine di Pan si manifesti nella nostra esperienza quotidiana, spesso celata dietro le maschere della psicopatologia. Fenomeni oscuri come il panico, lo stupro, la masturbazione, l'incubo, la seduzione delle ninfe e la sincronicità vengono riletti attraverso la lente del potere di Pan, acquisendo senso e sfuggendo all'agire cieco. Per consentire al dio, capace di follia e guarigione, di operare, Hillman ci spinge a recuperare 'l'immaginale' – un livello di percezione e di esperienza delle immagini che la tradizione ha lungamente soppresso. Con un piglio polemico e lucido, l'autore propone una 'regressione peculiarmente 'greca'', offrendo una critica rigorosa e interna alla psicoanalisi e alla sua storia, e ridefinendo la nostra relazione con il sacro e l'inconscio.
Critical Reception
"Con un approccio acuto e provocatorio, questo saggio si afferma come un pilastro fondamentale nella critica della psicoanalisi ortodossa e nella riscoperta di una psicologia più profonda e archetipica."