James Hillman (1926-2011) è stato uno psicologo e psicoanalista statunitense, fondatore della psicologia archetipica. Allievo di Carl Gustav Jung, si distaccò da alcune delle sue interpretazioni per sviluppare un approccio più radicale e poetico all'anima. Hillman ha posto al centro del suo lavoro l'immagine, il mito e la metafora come vie privilegiate per comprendere la psiche. Ha criticato l'approccio puramente clinico e patologizzante della psicologia moderna, proponendo una "revisione" della psicologia che riconoscesse la dimensione mitologica e la pluralità delle manifestazioni dell'anima. La sua opera ha influenzato non solo la psicologia, ma anche la filosofia, la letteratura e l'arte, promuovendo una visione più profonda e complessa dell'essere umano.
«L'anima non è un oggetto da curare, ma un modo di essere in cui la malattia stessa può essere un'espressione necessaria.»
«Vivere una vita significativa significa rispondere alla vocazione dell'anima, anche se ciò comporta sofferenza e oscurità.»
«La patologia non è l'assenza di salute, ma un modo complesso e cifrato in cui l'anima cerca di esprimersi.»
Lo stile di scrittura di Hillman è erudito, poetico e provocatorio. Spesso utilizza un linguaggio denso di metafore, riferimenti mitologici e filosofici, sfidando il lettore a pensare oltre le categorie convenzionali. La sua prosa è ricca di intersezioni disciplinari, spaziando dalla psicologia alla letteratura, dall'arte alla storia, con un tono spesso dialogico e interrogativo che invita alla riflessione critica.