Oppresso da un'esistenza grigia e un matrimonio infelice, il bibliotecario Mattia Pascal si sente soffocare. Un viaggio inaspettato lo porta a scoprire un corpo identificato erroneamente come il suo, offrendogli una via di fuga insperata. Mattia decide di non smentire l'equivoco, abbracciando una nuova identità come Adriano Meis, nella speranza di ritrovare la libertà. Tuttavia, questa "nuova vita" si rivela presto una prigione più sottile e crudele della precedente. Privo di documenti, legami riconosciuti e di una vera identità civile, Adriano scopre l'illusorietà di una libertà assoluta e l'impossibilità di vivere al di fuori delle convenzioni sociali. Pirandello, con acuta ironia e profonda riflessione filosofica, esplora il tema universale dell'identità, mostrando come l'individuo sia costretto a indossare maschere imposte dalla società. La vicenda di Mattia, che nel tentativo di diventare "un altro" finisce per non essere più "nessuno", è una pungente critica alla condizione umana e un'inquietante analisi della maschera e del volto, che ha segnato profondamente la letteratura del Novecento.
Critical Reception
"Considerato uno dei capisaldi del modernismo italiano, 'Il fu Mattia Pascal' ha inaugurato una nuova forma di romanzo psicologico, mettendo radicalmente in discussione le certezze dell'io e la percezione della realtà, influenzando generazioni di scrittori e pensatori."
Adaptations
Il fu Mattia Pascal (film 1937, regia di Pierre Chenal, con Pierre Blanchar); Le due vite di Mattia Pascal (film 1985, regia di Mario Monicelli, con Marcello Mastroianni).