Dalle solitarie alture del suo buen retiro, l'ultimo uomo sulla Terra, un intellettuale misantropo, si avventura verso la capitale, Crisopoli, nella disperata ricerca di altri sopravvissuti. Ha lasciato la metropoli per sfuggire all'ingombrante presenza dell'umanità e alle sue futili ambizioni, ma ciò che trova supera ogni immaginazione: l'intera razza umana è svanita, evaporata in un istante, senza lasciare traccia. La città, un tempo simbolo di "plutocrazia santa" con le sue banche e chiese, ora giace muta e vuota, né vivi né morti. Mentre il protagonista si confronta con il peso della solitudine assoluta e il ricordo dei suoi simili, la natura, liberata dalla presenza umana, inizia a rifiorire in una nuova, selvaggia magnificenza. Un'opera profondamente filosofica e visionaria, che esplora l'apocalisse non come distruzione, ma come un'inquietante e silenziosa scomparsa, riflettendo sulla condizione umana e sul suo impatto sul mondo, e anticipando temi legati all'Antropocene.
Critical Reception
"Considerato un capolavoro precorritore e una delle più folgoranti visioni post-apocalittiche della letteratura italiana del Novecento, il romanzo è il testamento spirituale di un grande outsider."