Considerato uno dei capolavori della letteratura italiana, "Dei sepolcri" è un'epistola in versi sciolti scritta da Ugo Foscolo nel 1807. L'opera nasce come reazione all'Editto di Saint-Cloud (1804), esteso all'Italia nel 1806, che imponeva l'uniformità delle tombe e la loro collocazione fuori dalle mura cittadine, privando i defunti di un segno distintivo e i vivi di un luogo di memoria. Foscolo eleva la riflessione sulla morte e sul significato delle tombe ben oltre la mera normativa, trasformandola in un profondo elogio della memoria, degli affetti e dei valori civili e storici. I sepolcri diventano il simbolo del legame tra generazioni, custodi delle virtù degli eroi e fonte di ispirazione per i posteri, capaci di "conservare" l'immortalità delle gesta e di nutrire l'identità nazionale. Attraverso un linguaggio sublime e ricco di richiami classici, il carme esplora il valore della poesia stessa come eterna garante della memoria, unico strumento in grado di sottrarre gli uomini all'oblio finale, celebrando il culto degli avi e la funzione civile della letteratura.
Critical Reception
"Opera cardine della letteratura italiana, "Dei sepolcri" rappresenta un ponte cruciale tra Neoclassicismo e Preromanticismo, affermandosi come testo fondativo per la coscienza civile e poetica della nazione."