«Petrolio» è l'opera incompiuta e postuma di Pier Paolo Pasolini, un romanzo monumentale e provocatorio che si immerge nella doppia vita di Carlo, un ingegnere dell'ENI che incarna la profonda dualità dell'uomo moderno: di giorno rispettabile dirigente d'azienda, di notte esploratore di abissi sessuali e morali. Attraverso la figura di Carlo, Pasolini tesse una complessa allegoria del potere, della corruzione e della trasformazione dell'Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, un periodo di turbolenze politiche, mutamenti sociali e decadenza ideologica. Il romanzo è una critica feroce alla borghesia, alla Chiesa e alla nuova forma di consumismo che, secondo Pasolini, stava distruggendo l'autenticità culturale italiana. Con uno stile frammentato e sperimentale, che mescola prosa narrativa, saggistica, sogni e riflessioni autobiografiche, «Petrolio» si presenta come un tentativo disperato e visionario di comprendere e denunciare la realtà, esplorando temi come l'omosessualità, la violenza, la politica e la sacralità. Un testamento intellettuale che, nonostante la sua incompiutezza, rimane una delle opere più audaci e sconvolgenti della letteratura italiana.
Critical Reception
"Nonostante sia un'opera incompiuta e postuma, «Petrolio» è universalmente riconosciuto come il testamento intellettuale e artistico più audace e radicale di Pasolini, una critica feroce e profetica alla società e al potere."