Curzio Malaparte, pseudonimo di Kurt Erich Suckert, è stato uno scrittore, giornalista e saggista italiano, figura complessa e controversa del Novecento. Nato a Prato nel 1898 da padre tedesco e madre italiana, la sua vita fu un susseguirsi di mutamenti ideologici e avventure. Combattente nella Prima Guerra Mondiale, aderì al fascismo nelle sue prime fasi, salvo poi esserne critico e perseguitato, subendo confini e arresti. Fu corrispondente di guerra su vari fronti, esperienze che confluirono in opere capitali come "Kaputt" e "La pelle", nelle quali narrò con sguardo disincantato e crudo gli orrori del conflitto e la degenerazione morale. La sua Villa Malaparte a Capri è un capolavoro architettonico. Si spense a Roma nel 1957, non senza aver espresso, negli ultimi anni, un avvicinamento al comunismo. La sua opera resta una testimonianza acuta e provocatoria di un'epoca tormentata.
«Quando le guerre finiscono, non c'è mai niente da festeggiare, solo da imparare.»
«La pelle è il solo costume che gli uomini non possono cambiare.»
«La storia è una cosa sporca. È piena di cadaveri e di bugie.»
Lo stile di Malaparte è caratterizzato da una prosa incisiva, tagliente e spesso provocatoria. Mescola abilmente il reportage giornalistico con la riflessione saggistica e la narrazione romanzesca. La sua scrittura è diretta, cruda e ricca di immagini vivide e perturbanti, con un tono spesso cinico e disincantato. È noto per l'uso di aneddoti, aforismi e descrizioni dettagliate che rivelano la crudeltà e l'assurdità della condizione umana, specialmente in contesti di guerra e potere.