Camillo Boito (Roma, 1836 – Milano, 1914) è stato una figura poliedrica del panorama culturale italiano dell'Ottocento, distinguendosi come architetto, scrittore, critico d'arte e teorico del restauro. Fratello maggiore del celebre compositore Arrigo Boito, la sua carriera fu profondamente influenzata dalla sua formazione accademica e dal suo impegno nel dibattito sulla conservazione del patrimonio artistico. Come architetto, promosse un approccio al restauro che rispettasse l'autenticità storica dell'opera, ponendo le basi per i principi moderni del restauro conservativo. In campo letterario, Boito è ricordato soprattutto per i suoi racconti e novelle, spesso intrisi di atmosfere gotiche, psicologiche e macabre. La sua opera più celebre, "Senso" (1883), è un capolavoro di prosa verista che esplora le passioni distruttive e le ossessioni umane, con un'attenzione particolare alla psiche femminile. La sua scrittura è caratterizzata da una prosa elegante e precisa, capace di indagare le zone oscure dell'animo umano. Contribuì a diverse riviste e insegnò all'Accademia di Belle Arti di Brera, lasciando un'eredità significativa sia nell'architettura che nella letteratura.
«Aveva l'anima nera e gli occhi bianchi, o gli occhi neri e l'anima bianca, non ricordo più.»
«Chi ama non ragiona, non vede, non ode. Chi ama è cieco, sordo e muto, fuorché all'amore.»
«Una donna che ha amato un uomo, anche se lo detesta, lo porta sempre con sé come un veleno nel sangue.»
Lo stile di scrittura di Camillo Boito è caratterizzato da una prosa limpida, precisa ed elegante, spesso improntata a un realismo descrittivo che non disdegna incursioni nel macabro e nel fantastico. Le sue novelle presentano una notevole profondità psicologica, indagando le pulsioni e le ossessioni dei personaggi, in particolare quelli femminili. Boito eccelle nel creare atmosfere cariche di tensione e inquietudine, utilizzando un linguaggio raffinato ma diretto, capace di catturare il lettore in trame complesse e spesso perturbanti. La sua scrittura è stata influenzata dal Verismo e dal Naturalismo, ma con una spiccata tendenza al gotico e al decadentismo.