Alessandro Robecchi, nato a Milano nel 1960, è un giornalista, scrittore e autore televisivo italiano. La sua carriera è iniziata nel giornalismo, collaborando con testate come "Il Giorno" e il settimanale satirico "Cuore", dove ha affinato una penna incisiva e una capacità di osservazione critica. Ha lavorato anche per la televisione, contribuendo come autore a programmi di successo come "Zelig" e "Che tempo che fa", esperienza che ha plasmato il suo acuto senso dell'umorismo e della satira sociale. La notorietà letteraria è arrivata con la serie di romanzi noir che ha per protagonista il disincantato giornalista e investigatore non convenzionale Carlo Monterossi. Ambientate in una Milano contemporanea, spesso cinica e frenetica, le sue opere mescolano sapientemente il giallo tradizionale con elementi di commedia e un'amara critica sociale. Robecchi offre un ritratto acuto e disincantato della realtà italiana, utilizzando l'ironia come strumento principale per indagare le contraddizioni della società moderna e dei suoi personaggi. La sua prosa è fluida, ricca di dialoghi vivaci e osservazioni brillanti, rendendo i suoi romanzi un affresco vivido e spesso esilarante della vita metropolitana e dei suoi misteri.
«Milano ti mastica e ti sputa, ma è difficile farne a meno.»
«Il problema non è trovare la verità, ma volerla sentire.»
«Non si può scrivere una storia con le virgole al posto dei punti. Ci vuole il coraggio di chiudere i periodi.»
Il suo stile è caratterizzato da una prosa fluida e arguta, ricca di dialoghi vivaci e battute fulminanti. Robecchi utilizza l'ironia e il sarcasmo come strumenti privilegiati per osservare e criticare la società contemporanea, spesso dipingendo un quadro disincantato ma mai cinico della realtà. Le sue descrizioni della città di Milano sono dettagliate e evocative, rendendola quasi un personaggio. Mescola sapientemente elementi del giallo classico con il noir e la commedia, creando un genere unico che diverte e fa riflettere.