Ennio Flaiano (Pescara, 1910 – Roma, 1972) è stato uno scrittore, sceneggiatore, giornalista e drammaturgo italiano. Figura centrale della cultura italiana del dopoguerra, Flaiano è noto per il suo spirito caustico, l'acume critico e una profonda malinconia esistenziale celata dietro un'ironia tagliente. Ha collaborato intensamente con Federico Fellini, firmando sceneggiature di capolavori come 'La Dolce Vita' e '8½'. La sua produzione letteraria, sebbene non vastissima in termini di romanzi, include opere memorabili come 'Tempo di uccidere', vincitore del Premio Strega. Attraverso i suoi aforismi, i suoi elzeviri e i suoi diari, Flaiano ha offerto un ritratto impietoso e lucidissimo della società italiana, dei suoi vizi e delle sue ipocrisie, anticipando spesso le derive del costume e della politica con una perspicacia quasi profetica. La sua eredità risiede nella capacità di unire il riso amaro alla riflessione più profonda sull'essere e sull'apparire.
«L'uomo è un animale senza pace. Quando crede di averla trovata, in realtà l'ha persa.»
«In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco.»
«Non è detto che un governo sia onesto per il solo fatto che lo sono gli onesti che lo compongono.»
Lo stile di Flaiano è caratterizzato da una prosa concisa, elegante e intrisa di ironia e sarcasmo. Maestro dell'aforisma e della battuta fulminante, il suo linguaggio è incisivo e pungente, spesso con toni di disincanto e malinconia. La sua scrittura riflette una visione lucida e disillusa della realtà, capace di cogliere le contraddizioni e le assurdità della vita e della società italiana con una rara acutezza intellettuale.