Khaled Hosseini è uno scrittore e medico afgano-americano, nato a Kabul, in Afghanistan, nel 1965. La sua famiglia ottenne asilo politico negli Stati Uniti nel 1980, a seguito dell'invasione sovietica. Dopo aver conseguito la laurea in medicina, ha esercitato la professione per diversi anni, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. È diventato famoso in tutto il mondo con il suo romanzo d'esordio, "Il cacciatore di aquiloni" (2003), che ha riscosso un successo straordinario di critica e pubblico. I suoi libri esplorano le complessità della cultura afgana, l'impatto della guerra e dell'esilio, e i legami indissolubili di amicizia e famiglia. La sua opera è tradotta in numerose lingue e ha venduto milioni di copie, consolidando la sua reputazione come uno dei più importanti narratori contemporanei. Oltre alla scrittura, è attivo come ambasciatore di buona volontà per l'UNHCR, sostenendo i rifugiati a livello globale.
«Per te, mille volte ancora.»
«Non c'è niente di sacro per il tempo.»
«Le lacrime che non vengono versate ristagnano nel cuore e lo trasformano in un cimitero di rimpianti.»
Lo stile di scrittura di Hosseini è caratterizzato da una prosa vivida e coinvolgente, ricca di dettagli evocativi che trasportano il lettore nelle ambientazioni afgane. Utilizza una narrazione emotiva e spesso malinconica, con personaggi complessi e profondi che affrontano dilemmi morali e tragedie personali. La sua scrittura è accessibile ma potente, capace di trattare temi difficili con sensibilità e onestà, alternando momenti di grande drammaticità a sprazzi di speranza e resilienza. Predilige una struttura narrativa che segue le vite dei suoi protagonisti attraverso anni o decenni, esplorando l'impatto del tempo e degli eventi storici sulle loro esistenze.