Claudio Cantelmo, ultimo erede di un'illustre stirpe nobiliare, vive insofferente nella società borghese romana, percepita come una prigione soffocante. Animato da un'ardente ambizione di forgiare un'Italia gloriosa e rispettata, egli cerca un erede, un figlio che incarni i suoi ideali di nobiltà, bellezza, arte e coraggio, un vero "superuomo" destinato a plasmare il futuro. Deluso dalla superficialità delle donne romane, Claudio si rifugia nel Sud Italia, ospite presso la dimora di un nobile decaduto, la cui famiglia include la moglie e il figlio malati, e soprattutto le tre enigmatiche figlie: Anatolia, Massimilla ed Eutanasia. Tra queste "vergini delle rocce", figure misteriose e intrinsecamente legate alla natura selvaggia del luogo, Claudio cerca l'incarnazione della sua visione, la donna in grado di generare il suo discendente ideale. Il romanzo esplora profondamente i temi del superomismo, dell'estetismo e della decadenza, tracciando un ritratto psicologico complesso e suggestivo dell'eroe dannunziano alla ricerca di una trascendenza estetica e spirituale.
Critical Reception
"Considerato uno dei manifesti più significativi del superomismo dannunziano, il romanzo incarna appieno l'estetismo e il decadentismo fin de siècle, suscitando dibattiti sulla sua visione elitaria e sul suo impatto duraturo sulla letteratura italiana."