Marco Polo (1254-1324) fu un mercante, viaggiatore ed esploratore veneziano, celebre per i suoi lunghi viaggi in Asia lungo la Via della Seta e per aver lasciato un resoconto dettagliato delle sue esperienze nel libro "Il Milione" (conosciuto anche come "I Viaggi di Marco Polo"). Partì con suo padre Niccolò e suo zio Maffeo nel 1271, raggiungendo la corte di Kublai Khan in Cina, dove trascorse diciassette anni al suo servizio, ricoprendo diverse cariche diplomatiche e amministrative. Le sue descrizioni di terre lontane, culture esotiche e incredibili ricchezze affascinarono l'Europa medievale, ampliando notevolmente le conoscenze geografiche e culturali del tempo. Il suo libro, redatto da Rustichello da Pisa durante la sua prigionia a Genova, divenne un "best-seller" ante-litteram, influenzando generazioni di esploratori, tra cui Cristoforo Colombo. Il suo lascito è immenso per la cartografia, l'etnografia e la storia delle esplorazioni.
«Io non ho scritto la metà di ciò che ho veduto, perché sapevo che nessuno mi avrebbe creduto.»
«E qui finisce il prologo, e d'ora in avanti cominceremo a narrare le grandi meraviglie e le diverse regioni del mondo.»
«E queste due sono le città più belle e più grandi che siano al mondo, e fra loro si distende un paese di meraviglie e di ricchezze incredibili.»
Lo stile de "Il Milione" è caratterizzato da una prosa descrittiva dettagliata e oggettiva, frutto della dettatura di Marco Polo a Rustichello da Pisa. Il linguaggio è semplice ma efficace, mirato a registrare osservazioni geografiche, culturali, economiche e militari. Nonostante l'assenza di riflessioni introspettive profonde, il testo è vivace, ricco di aneddoti e di meraviglie, con un tono spesso meravigliato e curiosamente distaccato. È un resoconto quasi enciclopedico che mira a informare e stupire il lettore sulle vastità e diversità del mondo allora conosciuto.