Giovanni De Matteo è uno scrittore italiano contemporaneo, nato a Napoli nel 1978. Ha studiato filosofia all'Università "Federico II" di Napoli, un percorso che ha profondamente influenzato la sua narrativa. È una figura di spicco nel panorama della letteratura fantastica e horror italiana, esplorando con maestria i generi dell'horror, del fantasy e della fantascienza. La sua opera spazia dal racconto al romanzo, guadagnandosi l'apprezzamento della critica e del pubblico per la sua capacità di esplorare le profondità dell'animo umano e le zone d'ombra della realtà. De Matteo è anche attivo come saggista e critico letterario, contribuendo alla diffusione e al dibattito sulla letteratura di genere in Italia.
«L'orrore non è ciò che si nasconde nell'ombra, ma ciò che si rivela in piena luce, spogliando ogni finzione.»
«Le città sono organismi vivi, pulsanti di segreti e di una memoria antica che si rifiuta di morire.»
«Ciò che chiamiamo normalità è solo una sottile pellicola che separa l'ordine dal caos primordiale.»
Lo stile di De Matteo è caratterizzato da una prosa ricercata ed evocativa, con un'attenzione meticolosa ai dettagli descrittivi che contribuiscono a creare atmosfere dense e spesso opprimenti. Utilizza un linguaggio forbito ma efficace, capace di alternare momenti di lirismo a passaggi di crudo realismo. La narrazione è spesso stratificata, ricca di elementi simbolici e allegorici. Ha una predilezione per le ambientazioni italiane, spesso del Sud, che trasfigura in luoghi misteriosi e carichi di valenze archetipiche, usando il fantastico come lente d'ingrandimento sulla società e sull'individuo.