Gaetano Filangieri (1753-1788) fu un eminente giurista, filosofo ed economista politico dell'Illuminismo napoletano. Nato a Cercola, vicino Napoli, in una famiglia nobile, si distinse per la sua precoce intelligenza e il suo spirito riformatore. La sua opera più celebre, benché incompiuta a causa della sua prematura scomparsa all'età di 35 anni, è "La Scienza della Legislazione". In essa, Filangieri intraprese un'analisi sistemica e critica delle leggi e delle istituzioni del suo tempo, proponendo riforme radicali che spaziavano dal diritto penale all'educazione, dall'economia alla tassazione. Fortemente influenzato da pensatori come Montesquieu, Rousseau e Cesare Beccaria, propugnava una legislazione razionale e universale, basata sulla ragione e sui principi di giustizia naturale, atta a promuovere la felicità pubblica e il benessere dei cittadini. Le sue idee, audaci per l'epoca, miravano a smantellare i privilegi feudali, promuovere l'istruzione universale e riformare il sistema fiscale. La sua influenza si estese ben oltre i confini del Regno di Napoli, toccando figure di spicco dell'Illuminismo europeo e americano, inclusi Benjamin Franklin, e i leader della Rivoluzione Francese, dimostrando l'impatto duraturo del suo pensiero riformatore.
«La legislazione, per essere giusta e utile, deve basarsi sulla conoscenza della natura umana e avere come fine la felicità di tutti.»
«L'istruzione pubblica è la sorgente da cui derivano tutti i veri beni di una nazione.»
«La vera libertà consiste non nel poter fare ciò che si vuole, ma nel non essere costretti a fare ciò che non si deve volere.»
Lo stile di Filangieri è analitico, sistematico e persuasivo, caratteristico dell'Illuminismo. Si distingue per la chiarezza espositiva, la logica stringente e la capacità di dissezionare problemi complessi, proponendo soluzioni basate sulla ragione e sui principi di giustizia. La sua prosa è erudita ma accessibile, orientata alla critica sociale e alla proposta riformatrice, con un tono spesso polemico verso le ingiustizie e l'irrazionalità delle istituzioni del suo tempo.