Guido Piovene (Vicenza, 27 luglio 1907 – Londra, 12 novembre 1974) è stato uno scrittore, giornalista e critico letterario italiano di spicco del Novecento. La sua formazione fu complessa, caratterizzata da un iniziale, seppur breve, avvicinamento al fascismo, da cui si distaccò rapidamente per intraprendere un percorso intellettuale critico e indipendente. La sua vasta produzione letteraria spazia dai romanzi ai saggi, dalle corrispondenze giornalistiche ai reportage di viaggio, riflettendo sempre una profonda inquietudine esistenziale e una lucida analisi della società italiana e occidentale. Opere come "Lettere di una novizia" e il postumo "Le furie", per il quale ricevette il Premio Strega nel 1974, esplorano le complessità dell'animo umano e le contraddizioni morali. Fondamentale è il suo "Viaggio in Italia", un'opera commissionata dalla RAI che, attraverso un'osservazione acuta e spesso malinconica, ha saputo raccontare l'Italia del dopoguerra, tra sviluppo e permanenze storiche. La sua prosa, elegante e introspettiva, si distingue per la capacità di sondare le pieghe della crisi moderna, l'alienazione e la ricerca di senso.
«Il viaggio è come la vita, si parte senza sapere dove si andrà, e si arriva senza sapere dove si è arrivati.»
«La solitudine è una condizione naturale dell'uomo, ma solo chi la accetta può trasformarla in una fonte di conoscenza.»
«Scrivere è una forma di preghiera laica, un modo per dare ordine al caos e un senso al non-senso.»
Stile intellettuale e analitico, caratterizzato da una prosa raffinata, elegante e spesso venata di malinconia e pessimismo. La sua scrittura è introspettiva, tendente alla riflessione filosofica e alla critica sociale, con un'attenzione particolare alle dinamiche psicologiche dei personaggi e alle contraddizioni dell'esistenza umana. Utilizza un linguaggio forbito e una sintassi complessa ma chiara.