Paolo Giordano (Torino, 1982) è uno scrittore italiano e fisico teorico. Ha raggiunto la notorietà internazionale con il suo romanzo d'esordio, "La solitudine dei numeri primi" (2008), vincitore del Premio Strega e del Premio Campiello Opera Prima. Il libro, tradotto in oltre quaranta lingue, esplora con delicatezza e profondità psicologica le vite intrecciate di due personaggi tormentati, Alice e Mattia, segnati da traumi infantili che ne condizionano l'incapacità di relazionarsi. La sua formazione scientifica traspare spesso nella precisione e nella logica della sua scrittura, pur rimanendo ancorato a una profonda indagine emotiva. Successivamente ha pubblicato "Il corpo umano" (2012), ambientato in un avamposto militare in Afghanistan, e "Il nero e l'argento" (2014), una riflessione sulla perdita e l'amore. Il suo impegno sociale e la sua capacità di osservare le dinamiche contemporanee emergono in "Divorare il cielo" (2018) e "Nel contagio" (2020), un saggio-romanzo sull'esperienza della pandemia di COVID-19. Giordano si distingue per la sua prosa misurata ma incisiva, capace di sondare le fragilità umane, le dinamiche familiari e le pressioni sociali con una sensibilità acuta e introspettiva.
«Forse i numeri primi sono così, esseri speciali e soli, e solo raramente due di essi si toccano per formare una coppia.»
«Le persone si incontrano per una ragione. O per cambiarsi la vita, o per completarla.»
«Ci sono ferite che non si chiudono mai, Paolo. Ci sono mancanze che si fanno più grandi ogni volta che si prova a riempirle.»
Giordano adotta uno stile di scrittura preciso, quasi scientifico nella sua osservazione dei dettagli emotivi e psicologici, ma al tempo stesso poetico e profondamente introspettivo. La sua prosa è misurata, priva di orpelli, focalizzata sull'analisi delle relazioni umane, dei traumi e delle solitudini individuali. Utilizza un linguaggio chiaro e evocativo, capace di creare atmosfere malinconiche e di sondare le profondità dell'animo umano con delicatezza ma anche con lucidità. I suoi personaggi sono spesso individui complessi, alla ricerca di un senso o di una connessione autentica, e la narrazione si snoda attraverso la loro interiorità.