Beppe Severgnini, pseudonimo di Giuseppe Severgnini, è nato a Crema nel 1956. È una delle figure più autorevoli del giornalismo e della saggistica italiana contemporanea. Dopo aver iniziato la sua carriera in testate come "Il Giornale" e "La Voce", è divenuto una firma di punta del "Corriere della Sera", dove dal 1998 tiene la celebre rubrica quotidiana "Italians" (poi "Gli Italiani"), un osservatorio acuto e spesso ironico sulle abitudini, i vizi e le virtù del popolo italiano, sia in patria che all'estero. Ha ricoperto ruoli di corrispondente da importanti capitali come Londra, Washington D.C. e Pechino, arricchendo la sua prospettiva con un profondo confronto culturale. La sua produzione letteraria, vasta e diversificata, include best-seller che analizzano la società italiana, la politica internazionale e le differenze culturali, spesso attraverso il filtro dell'esperienza personale e del viaggio. È noto anche per la sua attività televisiva e radiofonica, oltre che per l'impegno in ambito universitario. Severgnini è apprezzato per la sua capacità di rendere accessibili temi complessi, combinando rigore intellettuale con un tocco di leggerezza e humour.
«Gli italiani sono un popolo geniale, che ogni tanto si dimentica di essere anche un popolo civile.»
«La differenza tra un inglese e un italiano? L'inglese aspetta, l'italiano spera.»
«Il buon senso è la più equa delle cose del mondo: ognuno pensa di averne tanto.»
Il suo stile è caratterizzato da chiarezza, brillantezza e un'ironia sottile ma incisiva. Severgnini adotta un linguaggio accessibile, spesso colloquiale, che gli permette di instaurare un dialogo diretto con il lettore. È maestro nell'osservazione dei dettagli, che poi eleva a spunti per riflessioni più ampie su società, cultura e politica. Utilizza aneddoti personali e metafore efficaci per rendere concetti complessi intuitivi. La sua prosa è fluida e ritmica, con un equilibrio tra analisi oggettiva e commento soggettivo, mai privo di una certa eleganza formale.