Sebastiano Vassalli (Genova, 1941 – Casale Monferrato, 2015) è stato uno scrittore, giornalista e critico letterario italiano. Dopo un inizio sperimentale e d'avanguardia negli anni Sessanta, legato al Gruppo 63, la sua produzione letteraria si è orientata verso il romanzo storico, genere nel quale ha raggiunto la notorietà. Vassalli è riconosciuto per la sua capacità di scavare nella storia italiana, spesso riscoprendo figure e vicende dimenticate o marginali, e di fonderle con una narrazione ricca e suggestiva. La sua opera più celebre, "La chimera" (1990), vincitrice del Premio Strega, narra la storia di Antonia, una presunta strega condannata nel Seicento piemontese. Lo scrittore ha sempre dimostrato un profondo legame con il territorio del Novarese, che ha spesso fatto da sfondo ai suoi romanzi. La sua scrittura è caratterizzata da una ricerca storica meticolosa, un linguaggio raffinato e una costante riflessione sulla condizione umana e sul rapporto tra storia e mito.
«La storia non è altro che un labirinto di storie, e ogni storia è un labirinto a sé.»
«Le parole sono pietre, ma anche farfalle. Possono costruire, ma anche volare via senza lasciare traccia.»
«Ci sono verità che non servono a nulla se non a fare male. E ci sono menzogne che curano, o almeno consolano.»
Lo stile di scrittura di Sebastiano Vassalli è caratterizzato da una prosa elegante, colta e spesso intrisa di sarcasmo e ironia. La sua narrazione fonde rigore storico e inventiva letteraria, creando un affresco vivido e dettagliato del passato, spesso con una visione critica e disincantata. Utilizza un linguaggio ricco ed evocativo, capace di ricostruire atmosfere e mentalità d'epoca, con un'attenzione particolare al paesaggio e ai dialetti, pur mantenendo una fluidità accessibile. È noto per l'uso di digressioni erudite e per una voce narrante che commenta gli eventi con distacco critico.