Angelo Del Boca (Novara, 1925 – Torino, 2021) è stato uno dei più importanti giornalisti, storici e scrittori italiani del dopoguerra, celebre per il suo coraggioso e pionieristico lavoro di indagine sul colonialismo italiano in Africa. Ha dedicato gran parte della sua vita a demistificare la retorica nazionalistica che per decenni aveva celato le atrocità e i crimini di guerra commessi dall'Italia in Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia. Attraverso una meticolosa ricerca archivistica e un'ampia raccolta di testimonianze, Del Boca ha rivelato una verità scomoda, rompendo un silenzio lungo decenni e sfidando il mito degli "italiani brava gente". La sua carriera è iniziata nel giornalismo, che lo ha portato a coprire conflitti internazionali e a testimoniare eventi cruciali. La sua opera ha avuto un impatto profondo sulla storiografia italiana, stimolando un riesame critico del passato coloniale del paese. È stato anche autore di opere di narrativa e teatro.
«È un dovere civico e storico non dimenticare le atrocità commesse, affinché non si ripetano.»
«Il colonialismo italiano non fu un'avventura romantica, ma una storia di violenza, repressione e sfruttamento.»
«La storia non perdona chi cerca di riscriverla per puro nazionalismo, ma esige verità, anche se scomoda.»
Il suo stile di scrittura è caratterizzato da una prosa chiara, precisa e rigorosa, tipica del giornalismo d'inchiesta e della storiografia accademica. Utilizzava un linguaggio accessibile anche per argomenti complessi, supportando le sue tesi con un'ampia documentazione e testimonianze dirette. La sua scrittura è spesso critica e analitica, mirata a demistificare i miti storici e a promuovere una lettura più onesta del passato.