Franco Basaglia (Venezia, 11 marzo 1926 – Venezia, 7 settembre 1980) è stato uno psichiatra, neurologo e saggista italiano, figura cardine nella storia della psichiatria e della critica alle istituzioni totali. Laureatosi in Medicina a Padova, iniziò la sua carriera confrontandosi con le pratiche manicomiali dell'epoca. Nel 1961 assunse la direzione dell'ospedale psichiatrico di Gorizia, dove avviò un radicale processo di deistituzionalizzazione, basato sull'abolizione di ogni forma di contenzione e sulla promozione della dignità e dei diritti del paziente. La sua filosofia, che considerava la malattia mentale come un problema sociale oltre che clinico, si concretizzò nella Legge 180 del 1978, universalmente nota come "Legge Basaglia", che decretò la chiusura dei manicomi in Italia. La sua opera ha influenzato profondamente il dibattito internazionale sulla salute mentale, i diritti umani e la critica al potere istituzionale, lasciando un'eredità che ancora oggi stimola riflessione e impegno.
«La libertà è terapeutica.»
«Il manicomio non è un luogo di cura, ma un luogo di segregazione e di annientamento dell'individuo.»
«Non si può pensare di curare la malattia mentale senza curare la società che la produce.»
Il suo stile di scrittura è prevalentemente saggistico e teorico, caratterizzato da un linguaggio rigoroso, incisivo e profondamente critico. Basaglia combinava l'analisi clinica con una robusta riflessione filosofica, sociologica e politica, denunciando le strutture di potere e la violenza implicita nelle istituzioni totali. La sua prosa, pur complessa, mira a chiarire e smascherare, infondendo nei suoi testi una forte passione etica e un'urgenza trasformativa.