Carlo Goldoni (1707-1793) è stato un drammaturgo veneziano, figura chiave della riforma del teatro comico italiano del Settecento. Nato a Venezia, studiò legge, ma la sua profonda passione per il teatro lo condusse a dedicarsi interamente alla scrittura. Insoddisfatto della commedia dell'arte, basata sull'improvvisazione e le maschere fisse, Goldoni si propose di creare un teatro più realistico, con personaggi a tutto tondo e dialoghi interamente scritti. Le sue opere, spesso ambientate nella vivace società veneziana del suo tempo, ritraggono con acuta osservazione vizi e virtù della borghesia e del popolo. La sua riforma teatrale fu graduale e incontrò resistenze, ma alla fine prevalse, influenzando profondamente il teatro europeo. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Parigi, dove continuò a scrivere, anche in francese. È considerato uno dei padri del teatro moderno italiano.
«Il mondo è fatto a scale: c'è chi scende e c'è chi sale.»
«La vera felicità non sta nell'avere, ma nel dare.»
«La commedia è uno specchio della vita.»
Il suo stile è caratterizzato da una prosa limpida e scorrevole, spesso vivace e arricchita da espressioni dialettali veneziane che conferiscono autenticità. Predilige la rappresentazione realistica della vita quotidiana e dei caratteri umani, abbandonando l'eccessiva stilizzazione e le maschere della Commedia dell'Arte in favore di dialoghi naturali e intrecci verosimili. Le sue commedie bilanciano con maestria un umorismo sottile e una pungente critica sociale, rendendo i personaggi profondamente umani e credibili.