Niccolò Tommaseo (Sebenico, Dalmazia, 1802 – Firenze, 1874) è stato una figura poliedrica del Risorgimento italiano: linguista, scrittore, giornalista e politico. Dopo aver studiato diritto a Padova, si trasferì a Firenze, dove entrò in contatto con i circoli culturali romantici e conobbe Alessandro Manzoni. Le sue posizioni politiche liberali e patriottiche gli valsero l'esilio, prima a Parigi e poi a Venezia, dove partecipò attivamente ai moti rivoluzionari del 1848-49. La sua opera più celebre è il monumentale "Dizionario della Lingua Italiana", frutto di anni di indefesso lavoro. Autore prolifico, spaziò dalla poesia alla narrativa, dai saggi critici alle opere spirituali, distinguendosi sempre per un profondo impegno morale e civile. La sua vita fu dedicata alla promozione della lingua italiana e degli ideali di giustizia e libertà.
«La parola è un'anima; il libro un tempio.»
«Il più bel modo di parlare una lingua è di farla capire e amare.»
«La patria non è la terra dov'è nato l'uomo, ma la terra dove ha imparato a vivere.»
Lo stile di Niccolò Tommaseo è caratterizzato da una profonda erudizione e una precisione linguistica quasi maniacale. Patriarca della lingua italiana, sostenne la purezza del volgare toscano. La sua prosa è spesso didascalica e moraleggiante, ma non priva di passione e lirismo, specialmente nelle sue opere poetiche e memorialistiche. Mescolava analisi filologica, riflessione etica e impegno civile, con una scrittura ricca di riferimenti culturali e un lessico vastissimo.