Antonio Fogazzaro, nato a Vicenza nel 1842, è stato uno dei maggiori scrittori italiani tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Di formazione cattolica liberale, la sua opera è profondamente influenzata dal dilemma tra fede religiosa, desiderio sensuale e progresso scientifico. Iniziò la sua carriera letteraria con poesie e racconti, ma raggiunse la fama con i romanzi, in particolare "Malombra" (1881), "Daniele Cortis" (1885) e il suo capolavoro, "Piccolo mondo antico" (1895). Quest'ultimo è un affresco della borghesia risorgimentale e della vita sul Lago di Lugano, intriso di malinconia e spiritualità. La sua produzione successiva, come "Il Santo" (1905), lo vide confrontarsi con temi di rinnovamento religioso, attirandosi l'attenzione e talvolta la censura ecclesiastica. Fu nominato senatore del Regno d'Italia e morì a Vicenza nel 1911, lasciando un'eredità letteraria complessa e profondamente radicata nel dibattito culturale e religioso del suo tempo.
«Non è un piccolo dolore, la solitudine, quando è piena di memorie.»
«Le anime vere non muoiono mai, ma cambiano di cielo e di sorriso.»
«C'è un limite anche all'infelicità, quando l'uomo è forte.»
Il suo stile è caratterizzato da una prosa elegante e ricca, con descrizioni dettagliate di paesaggi e ambienti, specialmente quelli lacustri e montani del nord Italia. Fogazzaro è maestro nell'analisi psicologica dei personaggi, sondandone le inquietudini spirituali, i conflitti interiori tra dovere e passione, fede e ragione. Utilizza spesso un tono malinconico e introspettivo, con un'attenzione particolare alle dinamiche familiari e sociali dell'epoca risorgimentale e post-unitaria. La sua lingua è raffinata ma accessibile, mescolando elementi realistici e romantici con una forte componente idealistica e spirituale.