Aldo Carotenuto (Napoli, 1933 – Roma, 2005) è stato uno dei più influenti psicologi analitici, accademici e saggisti italiani del XX secolo. Figura di spicco nel campo della psicologia junghiana, fu allievo e poi erede di Ernst Bernhard, che introdusse la psicologia analitica in Italia. Ha ricoperto la cattedra di "Teoria della personalità" e successivamente di "Psicologia della personalità" presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", formando generazioni di studenti e professionisti. La sua opera è vasta e multidisciplinare, spaziando dalla rigorosa ricerca psicologica all'indagine filosofica ed esistenziale. Temi centrali della sua riflessione sono l'amore, la creatività, il sogno, il processo di individuazione e il vasto territorio dell'inconscio. Carotenuto ha saputo distillare concetti complessi in una prosa elegante e profondamente evocativa, rendendo la psicologia analitica accessibile a un pubblico ampio e connettendola sapientemente con la letteratura, l'arte e la mitologia. Le sue pubblicazioni hanno avuto un impatto duraturo sulla cultura italiana, stimolando una continua riflessione sulla natura profonda della psiche umana e sulle dinamiche relazionali.
«L'amore è la forza che lega il mondo manifesto a quello invisibile.»
«Solo ciò che si accetta in noi può essere trasformato. Ciò che si rifiuta, si nasconde, e torna a disturbarci da fuori.»
«Il sogno è una lettera che ci scriviamo da soli, ma di cui non conosciamo l'indirizzo del mittente.»
Il suo stile è erudito e profondamente analitico, ma al tempo stesso caratterizzato da una straordinaria chiarezza e accessibilità. La sua prosa è spesso lirica e filosofica, capace di evocare immagini e concetti complessi con una sensibilità quasi poetica, mantenendo un rigore scientifico.