Baldassarre Castiglione (Casatico, Mantova, 1478 – Toledo, Spagna, 1529) fu un influente cortigiano, diplomatico e scrittore italiano del Rinascimento. Proveniente da una nobile famiglia mantovana, trascorse gran parte della sua vita nelle corti italiane più prestigiose, come quelle di Ludovico il Moro a Milano, di Francesco Gonzaga a Mantova e soprattutto di Guidobaldo da Montefeltro a Urbino, dove conobbe e frequentò alcuni dei più grandi intellettuali e artisti del tempo. La sua carriera diplomatica lo portò anche in Inghilterra e in Spagna, dove morì. La sua opera più celebre, "Il Cortegiano", scritta tra il 1513 e il 1524 e pubblicata postuma nel 1528, è un trattato dialogico che delinea il modello ideale del perfetto gentiluomo di corte, influenzando profondamente la cultura e il comportamento delle élite europee per secoli. Fu un uomo di vasta cultura, abile nelle armi e nelle lettere, incarnando l'ideale rinascimentale dell'uomo universale.
«La sprezzatura è una certa noncuranza che nasconde l'arte e dimostra che ciò che si fa e si dice viene quasi senza pensarci e senza fatica.»
«Il principale e vero ornamento dell'anima in ogni uomo è la virtù.»
«La vera bellezza sta nell'anima, e questa si manifesta nel corpo come un raggio di sole che illumina una finestra.»
Il suo stile è caratterizzato da una prosa elegante, misurata e armoniosa, che riflette l'ideale di equilibrio e decoro proprio del Rinascimento. Predilige la forma dialogica, in particolare ne "Il Cortegiano", permettendo l'esplorazione di diverse prospettive e l'approfondimento di concetti complessi attraverso la conversazione tra personaggi colti. La sua scrittura è didattica ma non pedante, intesa a istruire e dilettare, con una notevole attenzione alla chiarezza e alla raffinatezza linguistica.