Michele Serra, nato a Genova nel 1954, è una delle figure più influenti del giornalismo, della satira e della letteratura italiana contemporanea. Ha iniziato la sua carriera giovanissimo, collaborando con riviste satiriche come "Il Male" e affermandosi poi come editorialista per "L'Unità", dove ha curato la celebre rubrica "Le cose". È stato direttore del settimanale satirico "Cuore", contribuendo a definirne l'identità ironica e graffiante. Dal 1995 collabora con "la Repubblica", firmando l'"Amaca", un breve e incisivo commento quotidiano sull'attualità politica e sociale. Autore di numerosi libri, dai romanzi come "Gli sdraiati" alle raccolte di articoli, Serra è apprezzato per la sua capacità di combinare umorismo sottile, analisi sociale acuta e una vena di malinconia riflessiva, toccando temi universali con uno stile inconfondibile.
«Il più grande dramma della società contemporanea è che tutti hanno un'opinione, ma pochi hanno un'idea.»
«Siamo tutti un po' sdraiati, in attesa che qualcosa ci passi sopra o ci tiri su.»
«La satira non è un atto di accusa, ma un atto d'amore verso l'umanità, con tutti i suoi difetti.»
Lo stile di Michele Serra è caratterizzato da un'ironia sottile e spesso autoironica, un'osservazione acuta e disincantata della realtà, e una prosa che bilancia leggerezza e profondità. È maestro nel passare dalla satira pungente alla riflessione esistenziale, usando un linguaggio colloquiale ma raffinato. I suoi testi sono pervasi da una vena malinconica e da una costante interrogazione sul senso delle cose, pur mantenendo un umorismo intelligente che rende la lettura sempre stimolante e piacevole.